Termovalorizzatore: ecco perché chiuderlo è un errore

 Nel 2023 è in previsione la chiusura del termovalorizzatore del Picchianti, così come indicato dal Comune all’azienda AAMPS.

Si tratta di un grave errore che comporterà il rischio di generare una crisi dei rifiuti a Livorno, così come ne abbiamo viste in altre città (ad esempio Roma). Infatti, chiudere il termovalorizzatore vuol dire privare la città (e una parte dell’ATO Costa) di un impianto indispensabile per il trattamento di quella parte di rifiuti che, stante le restrizioni che riducono al 10% la quantità massima dei rifiuti da avviare alla discarica, rischia così di non trovare collocazione. I rifiuti sanitari adesso smaltiti nell’impianto dovranno essere portati fuori regione, con una perdita economica complessiva di 5 milioni di euro /anno (mancati ricavi e maggiori costi). Ce lo possiamo permettere?

Il piano di sviluppo di AAMPS, poi, ha delle criticità macroscopiche e delle incongruenze incomprensibili. Raphael Rossi ha recentemente ribadito l’intenzione dell’azienda di costruire una piattaforma per il trattamento della FORSU, dei fanghi di depurazione e degli sfalci/potature del costo di € 32 milioni. Questa comprenderebbe una linea per la digestione anaerobica della FORSU ed un impianto per il compostaggio che è completamente inutile per i seguenti motivi. Il primo: la digestione anaerobica della FORSU può essere effettuata nei digestori già esistenti al Picchianti di proprietà AAMPS ed adesso gestiti da ASA . Il secondo: se i fanghi digeriti provenienti sia dalla digestione della FORSU sia dalla depurazione, una volta essiccati, saranno riconosciuti non più come rifiuti ma come materiale ammendante che cioè si può utilizzare direttamente in agricoltura (le sperimentazioni hanno avuto esito positivo ), non ci sarà allora più bisogno di una linea di compostaggio per il loro trattamento finale.

La soluzione migliore, per AAMPS, sarebbe quindi quella di cambiare il proprio piano di sviluppo a favore della realizzazione nell’area del Picchianti di una piattaforma bioenergetica con le caratteristiche di razionalità ed economicità di servizio e con investimenti  molto più bassi rispetto alla soluzione proposta dal piano aziendale.

Bisogna invertire subito la rotta rispetto a quanto previsto da Comune e AAMPS. Le forze politiche cittadine di maggioranza devono tornare sulla decisione presa allargando il confronto a tutta la città. Siamo disposti al confronto costruttivo.

 Massimo Vitrani – Isabella Martini segreteria LIVORNO IN AZIONE