AZIONE: SOSPENDERE LA TASSA DI SOGGIORNO

Uno dei settori economici più colpiti dalla pandemia in corso è quello turistico alberghiero.
Il territorio Livornese non fa eccezione e la situazione appare disperata. Il 2020 è stato un anno disastroso in termini di presenze e fatturato e il 2021 è partito malissimo e non dà segni di miglioramento. 
Per comprendere l’entità della crisi del settore si rileva che l’occupazione degli hotel è al 14,9% per cento per le camere e all’8% per i posti letto.

Gli albergatori livornesi hanno già chiesto alla amministrazione di sospendere la tassa di soggiorno almeno fino ad aprile e sperando in una ripartenza del turismo. 
Di contro il comune non ha risposto all’appello e la ripartenza appare ancora
lontana. 
In questo difficile contesto gli esercenti sono giunti a dichiararsi pronti a contravvenire alla riscossione ed al versamento dell’imposta di aprile 2021.

Azione ritiene imprescindibile che l’amministrazione apra un dialogo costruttivo con questi imprenditori volto a identificare soluzioni concordate con la categoria. 

Una possibile ipotesi potrebbe essere la sospensione della tassa di soggiorno almeno fino a quando gli indicatori economici per il settore non evidenzino una ripresa. 
In alternativa aumentare la platea delle categorie esentate dal pagamento del tributo includendo chi si reca in città esclusivamente per motivi di lavoro e non di turismo (utenti che attualmente rappresentano la maggioranza dei pernottamenti in città).

Va però evidenziato che la frustrazione degli albergatori deriva pure da motivazioni che esulano dagli effetti della crisi. 

Le risorse ottenute dalla riscossione della tassa di soggiorno – ex art. 4 c. 1 D.Lgs 14/03/2011 n. 23 – devono finanziare interventi in materia di turismo di cui il nostro territorio risulta essere privo quantomeno in ambito di efficace progettualità. 
Tale situazione è comprovata da alcune ultime decisioni dell’amministrazione comunale come la demolizione di alcune baracchine senza prima identificare una nuova idea per il lungomare. 
Le piazzette estemporaneamente ricavate e il “poi si vedrà” non denotano certo il segno di un pensiero programmatorio. 

Appare dunque evidente che l’Amministrazione sia priva di una strategia turistica per la città in grado di alleviare l’impatto negativo della crisi e di rilanciare il settore alberghiero del nostro territorio. 

Il Referente Massimo VItrani