Social Agorà e Pista ciclabile sono opere incompiute e senza scopo.

Non si può accusare il Comune di Rosignano Marittimo di non aver investito sul territorio e di non aver cercato di sfruttare i finanziamenti europei.
La pedonalizzazione del centro di Castiglioncello, la costruzione della c.d. “Social Agorà” e la pista ciclabile ne sono la prova.
La Social Agorà e la pista ciclabile sono opere oggi incompiute e senza vero scopo.

I lavori conclusi a Rosignano Solvay presentano gravi difetti e mancano di inclusione con l’ambiente circostante.

La pista ciclabile, presentata come via di mobilità sostenibile per collegare Rosignano Solvay alla stazione ferroviaria Castiglioncello, è interrotta prima del cavalcavia della Coop (anch’esso con una rampa chiusa da diversi anni per problemi di sicurezza).
Nel progetto iniziale la stazione di Castiglioncello doveva diventare un punto di raccordo con Livorno in ambito di un progetto di turismo ciclo-amatoriale. L’idea, pregevole, era di spingere una nuova idea di movimento sostenibile ed ecologico.
Il non completamento dei lavori e il senso unico imposto in quel tratto di Via Aurelia ha invece comportato maggior traffico a lento scorrimento. Per giunta gli stalli realizzati non hanno dato alcuno slancio alle attività commerciali vicine.

Tutto ciò è avvenuto nonostante l’allarme lanciato dai commercianti, i quali a gran voce avevano sin da subito domandato una modifica del progetto.

Partendo dal presupposto che oggi non si può tornare indietro e che Rosignano Solvay è priva di un centro verso cui catalizzare abitanti e attività è doveroso ripensare l’intera situazione.

Lo stesso vale anche per il fabbricato di Piazza della Repubblica – presentato dalla precedente giunta come “Social Agorà” per i giovani – concluso nel 2020 ma ancora privo di destinazione. 

Il concetto di social agorà è una formula vuota e per molti incomprensibile. Inoltre, contrariamente a quanto immaginato dai promotori, lo spazio coperto non può ritenersi sufficiente per un mercato coperto riservato ai produttori locali e neppure per eventi musicali. Infatti mancano superfici e aree di parcheggio ed è troppo impattante la vicina ferrovia. Inoltre questo limiterebbe l’utilizzo della zona sportiva pubblica appena installata.

A differenza di quanto accaduto con la pista ciclabile qui si è ancora parzialmente in tempo per rivedere lo scopo dell’area e, questa volta, ascoltare attentamente gli umori locali.

La spesa è oramai sostenuta e l’opera realizzata ed è importante che non resti inutilizzata come rischia concretamente di rimanere.

Livorno in Azione – La Segreteria