Salvetti: un sindaco sotto assedio

A quasi 2 anni dalla elezione di Luca Salvetti a Sindaco di Livorno, facciamo il punto sullo scenario politico e sulla situazione amministrativa cittadina.

Per quanto concerne lo scenario politico. Appare evidente che il cosiddetto “modello Livorno”  (ossia il progetto politico di coalizione tra realtà civiche e Partito Democratico) se mai è esistito mostra appieno tutte le sue incrinature.

Il Sindaco, del resto, ha subito più di uno stop dal partito di maggioranza. E non parliamo di piccolezze, per quanto significative, come la bagarre scoppiata a suo tempo sulle nomine ai vertici del Teatro Goldoni.  No. Parliamo di questioni rilevanti per Salvetti e per la sua Giunta, troppo ideologicamente orientata a sinistra:

  • dalla riconversione del Caprilli, alla pedonalizzazione di Borgo Cappuccini;
  • dalla chiusura del termovalorizzatore (che non passa così pacificamente tra le forze di maggioranza) alla interrogazione circa la funzione del Nuovo Ospedale nel contesto sanitario livornese.

Interrogazione su cui ancora, il Sindaco, non ha sorprendentemente proferito parola alcuna.

Lacerata la maggioranza; ma non solo. Le piccole liste civiche, Casa Livorno e Futuro, già schiacciate sul partito maggiore, appaiono oggi in forte crisi identitaria. Prive anche della necessaria forza per assumere una qualsiasi iniziativa politica concreta che le distingua dal partito maggiore. In tutto ciò, non aiutano le vicende giudiziarie che, quasi quotidianamente, stanno mettendo a dura prova la stabilità stessa dell’ente.

Per quanto concerne lo scenario amministrativo, si può affermare che sia da tempo terminata la “luna di miele” anche tra Salvetti e la città. Nella fattispecie con le sue forze produttive. Queste ultime sono assai scontente. Poco si è fatto nella ricerca di aree produttive per i nuovi insediamenti. La critica è giunta dal Presidente di Confindustria Livorno.

Il Sindaco si era presentato infatti alla città con un lungo elenco di cose da fare. Ma poco di ciò che era stato promesso nel 2019 è stato fatto fino ad oggi (2021). Troppo poco per chi così grandi aspettative aveva creato. E questo non solo e non tanto per colpa del Covid-19, che pure ha colpito la nostra città.

La prima impressione negativa riguarda proprio la tanto decantata programmazione. Più che programmare, la Giunta comunale pare avanzare senza un’idea precisa di città.

  • Ritardi sugli atti amministrativi che riguardano il Nuovo Ospedale;
  • Ritardi e spaesamenti sulla riqualificazione urbanistica del centro cittadino
  • Ritardi e contraddizioni sulla riqualificazione commerciale delle aree mercatali.

Ed ancora: nessuna idea concreta sullo sviluppo turistico che dovrà, prima o poi, riprendere. Al contrario, si aumenta la tassa di soggiorno e si cambia lo statuto alla Fondazione Lem. Quest’ultima viene dotata d’ingenti finanziamenti pubblici, ma non si comprende bene:

  • per fare cosa?
  • con quale finalità?
  • con quale perimetro d’azione?

Insomma, finito il periodo delle iniziative stagionali ed estemporanee (mostra di Modigliani, Festival di Mascagni) l’amministrazione cerca di aggrapparsi di più a chi porta progetti in città. Si lavora poco a indirizzare lo sviluppo urbanistico ed economico della comunità.

Lacerata politicamente, ingessata amministrativamente, la Giunta Salvetti è al termine del suo periodo migliore. Non è più come il primo giorno. Un sorriso, tanta buona volontà, un poco di amicale tolleranza per chi non ha mai masticato questioni amministrative.

Oggi la città necessita e vuole risposte a semplici domande:

  • dove trovare le nuove aree produttive?
  • come rilanciare il turismo?
  • che alternativa dare alla chiusura del termovalorizzatore?
  • come riqualificare urbanisticamente il centro città?
  • come riqualificare le aree mercatali?
  • che prospettiva dare alla politica sanitaria cittadina per garantire elevati standard di cura?

Sindaco, spetta a lei il compito di dare risposte.

Massimo Vitrani e Isabella Martini (segretario e vice-segretaria Livorno in Azione)