Sanità: il PD assuma le sue responsabilità

Sanità a Livorno: il PD assuma tutte le sue responsabilità

Apprendiamo con soddisfazione che l’Unità Operativa di Cardiologia è stata ricoperta e che ha da pochi giorni un Direttore nel pieno delle proprie funzioni.

Questa notizia non può che essere elemento di soddisfazione, ma le reazioni che hanno accompagnato questo evento sono fonte di forte preoccupazione da parte dei cittadini. Le prese di posizione del Partito Democratico e del Sindaco rappresentano una visione diversa tra loro di quello che è il futuro della Sanità nella ex ASL 6 e nella USL Nord-ovest.

Il pensiero di “bene il Primario di Cardiologia, ma ci sono voluti 7 anni” pone un problema di chiarezza culturale e politica sul ruolo in primis dell’ospedale di Livorno. Che senso ha questa situazione nella quale il PD, che ha saldamente in mano tutte le leve di governo, critichi i tempi nei quali queste scelte vengono fatte? Non c’erano prima i presupposti per un’azione politica, che non fosse critica ma di accompagnamento, per raggiungere questi obiettivi con la collaborazione della Regione? Questa modalità di partito di lotta e di governo ha portato ad una oscurità sul futuro della sanità livornese, al punto che a tutt’oggi il PD non ha voluto chiarire per quale motivo la Regione non abbia dato il via all’operazione ospedale nuovo a Livorno, ben prima che i cittadini livornesi votassero la giunta grillina.

Tutto si riconduce quindi, come al solito, in uno scontro interno al PD, senza un quadro definito del ruolo della città di Livorno nello scacchiere sanitario e senza un progetto che delinei che cosa accadrà davvero nel futuro, anche in relazione agli stabilimenti ospedalieri presenti nella Provincia di Livorno.

Qualcuno intende raccontare cose del passato senza che vi sia una ricostruzione storica coerente e definita nei ruoli istituzionali. Al di là di questo, che è come sempre un modo per non tirare mai le somme, vorremmo sapere quale sia l’assetto ed il contenuto al quale la politica livornese tende come mantenimento di una qualità dei servizi e soprattutto una modernizzazione di questi. È chiaro che non basterà una rivendicazione tout court per difendere specialità che sono presenti in questo ospedale, si deve rivendicare un quadro certo di relazione con gli obiettivi del Sistema Sanitario Regionale e con le strutture ospedaliere che sono presenti nella Nord-ovest.

Vogliamo fare come al San Donato d’Arezzo? Vogliamo clinicizzare l’ospedale ai sensi della 502/92? Vogliamo aprire una relazione con Pisa UOP per comprendere meglio quello che possiamo fare dentro la legge 40?

La cosa che dobbiamo sicuramente cessare è continuare a dire “non è colpa mia”, “io non c’ero”, oppure fingere che questi problemi non siano sul tavolo da vari anni e che ogni volta, qualcuno, abbia cercato di piegare le soluzioni a vantaggio di alcuni interpreti e non a costituire un quadro nuovo ed innovativo per la Sanità livornese.

Non ci sentiamo quindi di gettare la croce addosso al sindaco Salvetti, il PD abbandoni posizioni di retroguardia ed apra una discussione vera, altrimenti non saranno i consulenti del segretario a costruire scenari che possano ricondurre ad una discussione su volumi (quantità di patologia trattata) ed esiti, cioè risultati.

Ancora di più questa considerazione vale per il territorio: durante il periodo del Direttore Generale Teresa De Lauretis, ed anche nel percorso della Dottoressa Casani, sono emerse proposte per la collocazione di case della salute, ogni volta non si sono concretizzate per una forma di antagonismo interna alla città.

È il momento che chi ha la responsabilità politica e che occupa gli snodi istituzionali a livello regionale tiri le fila, sapendo che non si può accontentare tutti quando si vuole un percorso di innovazione.


MASSIMO VITRANI segretario Livorno in Azione – ALFIO BALDI segretario Italia Viva Livorno