Gestione rifiuti: basta mistificazioni

Sulla gestione dei rifiuti a Livorno, siano essi rifiuti urbani o di altro tipo, si continua a mistificare la portata dei problemi e le possibili soluzioni. Leggiamo l’intervista di Raphael Rossi – amministratore unico di AAMPS – sul Il Tirreno (23-02-2022) – non senza una dose di sconcerto.

Mentre viene confermata l’infausta chiusura del termovalorizzatore (ottobre 2023), viene al contempo data una valutazione deformata della realtà.

Se si afferma, infatti, che la costruzione di un impianto di trattamento dell’organico è “sostitutivo”  rispetto al termovalorizzatore non si dà una corretta informazione e si fa un cattivo servizio alla città.

Tutti sanno che il termovalorizzatore è un impianto che chiude il ciclo dei rifiuti. Quello di trattamento dell’organico rappresenta al contrario (così come concepito da Rossi) solo una fase intermedia. Non una fase finale.

E’ noto infatti che il trattamento dell’organico richiede una preselezione che genera uno scarto del 10-15%. Questo scarto o va in discarica (soluzione peggiore) oppure deve essere bruciato. Quindi, caro Rossi, che ne facciamo di questa percentuale di scarto?

Altra considerazione. Noi da sempre sosteniamo che l’impianto di trattamento dell’organico deve sì essere fatto, ma deve stare in un rapporto di produzione sinergico e integrato con il termovalorizzatore.

I motivi sono i seguenti:

  1. il termovalorizzatore può fornire il calore e l’energia elettrica di cui l’impianto di trattamento ha bisogno producendo dei risparmi consistenti sui costi di gestione.
  2. Inoltre quel calore sarebbe utile per essiccare immediatamente i fanghi (ossia stabilizzare i fanghi di scarto) per poterli mandare direttamente in agricoltura. Senza questo passaggio i fanghi dovrebbero essere inviati fuori Livorno con aggravio dei costi.
  3. l’utilizzo del calore del termovalorizzatore aumenterebbe la produzione di bio-metano poiché si eviterebbe di bruciare parte della produzione proprio per generare quel calore tanto necessario.

Perché l’azienda e la città devono pagare per servizi che possono essere prodotti in economia nell’impianto del Picchianti?

E’ la nostra idea di piattaforma bio-energetica che va realizzata, dove l’impianto di trattamento dell’organico sta in un rapporto di integrazione produttiva con il termovalorizzatore (clicca qui).

E’ il momento di finirla con la demagogia presentando come soluzioni miracolistiche quelli che sono solo passaggi intermedi e parziali, fornendo così alla città narrazioni mitologiche e fuorvianti.

Massimo Vitrani – Maurizio Bettini Livorno in Azione