Azione: Massimo Vitrani segretario provinciale

Livorno in Azione. Il partito di Carlo Calenda a congresso in provincia di LivornoMassimo Vitrani eletto per acclamazione

La provincia di Livorno ed il suo futuro.

Questo il filo logico che ha contraddistinto l’elezione al primo congresso provinciale di Azione, partito fondato da Carlo Calenda, Massimo Vitrani, nel 2020 promotore del comitato di Livorno in Azione che ha coordinato per questi ventiquattro mesi come referente i passi di questa formazione politica.

Quarantaseienne, livornese, esperto in programmazione e gestione di fondi comunitari, ha presentato una mozione programmatica nella quale ha sottolineato i grandi temi della nostra Provincia.

A partire dalla portualità, per passare al turismo: «Lo sviluppo futuro dell’area costiera livornese  – dice il segretario – deve necessariamente fondarsi sull’importanza strategica della portualità (rinnovata) e del turismo (da assistere e sostenere nella fase di crescita, di qualificazione e di affermazione sui mercati), puntando parallelamente ad incentivare la presenza sul territorio di una fitta rete di imprese innovative».

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Questo, secondo Vitrani, sulla base di una rinnovata attenzione alle infrastrutture determinanti per la crescita del territorio. Ed anche in un’ottica di alleanza che definisce strategica con Pisa e Pontedera.

Una lunga relazione molto focalizzata sui temi economici e non solo. L’importanza della portualità, del turismo ma anche una netta presa di posizione sulle tematiche ambientali (nota, ormai, la posizione di Azione sul termovalorizzatore di Livorno).

Grande attenzione ad un tema fondamentale come la sanità. «Per quanto concerne la ri-territorializzazione dei servizi sanitari è necessario identificare modi e tempi con i quali questa avverrà con particolare attenzione al tema delle Case della Salute o Case di Comunità, che concettualmente non si sovrappongono. Il tema è fondamentale perché non può esserci un progetto su una rete capillare di servizi, se non sono stati ancora definiti i Presidi e la loro interazione con la Struttura Ospedaliera. È necessario abbandonare il sogno di una piena autonomia dei due Ospedali e cercare invece di far funzionare veramente il polo unico Piombino-Cecina con una vera copertura di specialistiche e con personale adeguato numericamente e qualitativamente».