Le risorse per lo sviluppo dell’area livornese – Programma

Le ultime elezioni amministrative municipali hanno confermato la percezione diffusa e condivisa che lo sviluppo futuro dell’area costiera livornese debba necessariamente fondarsi sull’importanza strategica della portualità (rinnovata) e del turismo (da assistere e sostenere nella fase di crescita, di qualificazione e di affermazione sui mercati), puntando
parallelamente ad incentivare la presenza sul territorio di una fitta rete di imprese innovative.

Obiettivi che necessitano, come condizione primaria, dell’esistenza di diffuse, fluide e continue relazioni esterne, ancor oggi ostacolate dall’assenza di un sistema logistico/infrastrutturale adeguato e da una sostanziale unità di territorio.

Livorno in Azione grazie alle professionalità trasversali che la compongono, elenca alcune idee/forza su cui insistere per indirizzare le politiche regionali e nazionali (senza mai dimenticare che i temi sono quasi sempre interconnessi e tra loro inscindibili) nell’ottica di un superamento delle barriere delle singole città, con una visione su aree più vaste della costa:

A. Infrastrutture di collegamento. La consapevolezza dell’assenza di un valido ed efficace sistema di comunicazione viaria/ferroviaria risale ai primi anni ’80. Da allora è stato presente nei programmi elettorali di tutti i partiti in tutte le consultazioni elettorali (amministrative o politiche) che si sono svolte. I risultati raggiunti sono evidentemente scarsi e per di più palesemente inadeguati per fronteggiare le sfide attuali e future. Al tema della Tirrenica, di fondamentale importanza per tutto il sistema economico regionale (nell’ambito della quale il progetto “lotto zero” risulta un
investimento strategico), va affiancato il collegamento ferroviario ad alta velocità Livorno-Pisa-Firenze, che permetta la connessione con la dorsale appenninica e, da lì, con i principali mercati europei. Inoltre, per quanto concerne la Costa degli Etruschi e le Isole dell’arcipelago, risultano prioritari gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza dei collegamenti tra la Costa e le zone interne (es. La strada 68, che collega la
Zona Costiera e la Val di Cecina con Siena), la definizione di una Via del Mare con collegamenti giornalieri tra i porti turistici dell’ambito e con le isole dell’arcipelago ed il potenziamento del nodo ferroviario di Campiglia Marittima con relativa fermata treni veloci che favorirebbe la promozione dei flussi turistici nazionali ed internazionali della costa e dell’Isola d’Elba.
Appare parimenti fondamentale la progettazione del servizio di mobilità funzionale per la popolazione residente e non residente tarato sulla reale necessità su ogni mese dell’anno (quantità totale della popolazione deducibile dall’analisi dei rifiuti smaltiti in discarica del Report della Regione Toscana). Per quest’ultimo punto, al fine di ridurre l’uso del mezzo privato per abbattere il congestionamento del traffico nelle direttrici di
collegamento con i borghi le aree archeologiche e le spiagge dovrebbero essere definite:

  • la mobilità residenti e non residenti per garantire i collegamenti costa/collina ed accesso ai borghi;
  • l’implementazione della mobilità leggera nell’ambiente connettivo tra territori comunali, da fruire in sicurezza con punti di sosta gestiti.
  • B. Alleanza strategica con l’area Pisa-Pontedera. Per lo sviluppo economico complessivo le opportunità dei futuri traffici della via della seta potranno essere colte solo in una visione globale delle risorse disponibili e attivabili. La piena valorizzazione della Darsena Toscana e, ancor di più l’auspicabile funzionamento della Darsena Europa, rendono necessario mettere in campo tutti gli strumenti esistenti. Il
    collegamento Livorno-Pisa-Pontedera (modello di integrazione metropolitana) può essere rafforzato in diversi modi. Sia con l’attivazione di una tranvia o metropolitana leggera tra il centro di Livorno e l’aeroporto di Pisa (sfruttando il collegamento shuttle
    con il centro della città) e quindi l’area produttiva commerciale pontederese; sia attraverso il Canale dei Navicelli che dovrà consentire il transito ai natanti (sviluppo della nautica) direttamente dalla foce dello Scolmatore senza l’attraversamento dell’area portuale. Necessaria anche una stretta connessione tra le attività di ricerca
    sulla robotica presenti a Pisa e a Pontedera con un costituendo centro a Livorno.
  • C. Portualità. La primaria risorsa naturale della città deve essere messa in rete con i territori circostanti in un’ottica di promozione internazionale dello scalo. La cooperazione tra il porto di Livorno ed il porto di Piombino deve essere approfondita come anche quella tra i diversi porti dell’area quali Carrara e la Spezia, per riuscire a
    competere in chiave sistemica. Si rende necessario il superamento della L. 169/2016 ed una attiva partecipazione degli enti locali alla programmazione. La Regione Toscana dovrà sostenere l’ipotesi di inserire il porto di Livorno, in quanto area di crisi complessa, tra le nuove ZLSR, ovvero tra le aree a tariffazione e fiscalità speciale, sul
    modello delle ZES per il Meridione, introdotte con l’ultima legge di bilancio. Come già viene richiesto da più parti, l’Autorità portuale dovrà modificare modalità e tempi di lavoro. La concorrenza sarà il motore di innovazione della portualità e l’etica del lavoro il suo fondamento distintivo. È necessario accelerare la realizzazione delle opere afferenti alla Piattaforma Europa, investimento essenziale per rendere competitivo lo scalo e renderlo idoneo ad attirare le grandi navi che provengono dalla Cina. Queste ultime attualmente attraversano il Mediterraneo per raggiungere Rotterdam e/o altri
    porti del Nord Europa dove scaricano merci che poi vengono trasportate via gomma nel Centro Europa e perfino in Italia. La Piattaforma Europa rilancerebbe lo scalo, creerebbe ricchezza alla Regione e a tutto l’indotto dell’economia del mare, con benefici consistenti per le imprese toscane che godranno di minori costi logistici. Nelle grandi opere a mare inoltre, occorre predisporre progetti alternativi nel caso siano insufficienti i finanziamenti previsti. È prioritario il rilancio dei Bacini di Carenaggio demaniali, per di più oggi compatibili con la contigua cantieristica di lusso, che
    possono costituire fonte di nuova occupazione e crescita imprenditoriale. Insieme vanno fatti passi verso l’eliminazione dell’inquinamento portuale, divenuto ormai una delle maggiori cause di modificazione della qualità ambientale dell’intera città (vedi indagini ARPAT).
  • D. Portualità e turismo croceristico. Livorno, ferma restando la sua vocazione come porto croceristico di destinazione, può e deve divenire un importante “Home-Port”, grazie anche alla peculiare posizione geografica, al centro del Mediterraneo, a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale “G. Galilei” di Pisa. Si tratta di creare quelle infrastrutture e quei servizi – in rapporto con l’Autorità Portuale – che rendano possibile la realizzazione di tale obiettivo. Gli investimenti per la stazione marittima e del terminal crociere alto fondale restano in tal senso fondamentali. Trasformare Livorno in un porto di partenza delle crociere (a maggior ragione realizzando quanto sopra proponiamo in merito alle infrastrutture ed al rafforzamento delle reti di mobilità) resta un’occasione di sviluppo per la città e per tutta la regione.
    Questo perché:
  • creerebbe un indotto necessario per la gestione e la preparazione delle crociere in
    partenza da Livorno;
  • creerebbe le condizioni per un soggiorno dei croceristi in partenza di più giorni sul
    territorio locale e regionale;
  • favorirebbe il processo di integrazione del turismo legato alle città artistiche con
    quello costiero, con i borghi storici e le aree rurali, e dunque uno sviluppo armonico
    di questo settore;
  • consentirebbe la riduzione del fenomeno dell’overturism nelle città d’arte.
  • E. Turismo: Considerato che il turismo di prossimità è in continua evoluzione e che la capacità di attrazione per un territorio non dipende dal livello del prezzo della vacanza, ma bensì dalla qualità del territorio (in termini di valore ambientale, del suo cibo, dei servizi disponibili sia culturali che sportivi tesi a garantire il benessere
    psicofisico durante tutta la permanenza), la costa livornese rappresenta già oggi e può rappresentare ancora di più un attrattore potente, con il balneare, il culturale e la vacanza esperienziale durante tutto l’anno.
    Va incentivato il sistema Territoriale, aggregatore degli attori diretti ed indiretti del comparto turismo che in sinergia tra di essi, innovandosi, possono raggiungere, in tempi certi, l’obiettivo di raddoppiare la permanenza media del turista non residente sul territorio toscano ed intercettare la massima qualità della domanda turistica, la medio alta, con la massima ricaduta economica territoriale.
    Il Marketing territoriale e il destination management della Costa Toscana per quanto integrato devono tenere conto della peculiarità di 2 macroaree turistiche provinciali:
  • Costa degli Etruschi e Isole dell’arcipelago.
  • Area Metropolitana Pisano Livornese.
    Lo sviluppo delle 2 aree passa necessariamente e preventivamente attraverso misure di riqualificazione ambientale che rispondano alle esigenze e necessità dei diversi elementi produttivi presenti (portuale, manifattura, turismo, agricoltura, cultura). La messa in sicurezza del territorio dovrà dare priorità nell’area metropolitana a interventi sul reticolo idraulico, di ripristino e messa in sicurezza dei danni connessi al dissesto idrogeologico attraverso il recupero e la riconversione di porzioni di aree urbanizzate dismesse (Es. Corridoio via degli acquedotti Terme del Corallo) ed al contempo; mentre nella Costa degli Etruschi tali interventi dovranno interessare principalmente la tutela del patrimonio marino e ambientale con interventi efficaci di
    contrasto all’erosione costiera, principale minaccia al momento attuale per l’intera costa regionale considerato che in dieci anni sono stati persi 147mila m2 di spiaggia e che l’ampiezza stessa delle spiagge rappresenta un elemento di protezione ambientale oltre che di impatto economico la cui portata è evidente in una stagione balneare
    all’insegna del distanziamento sociale causa emergenza Covid.
    La main challenge dal punto di vista dei flussi turistici è rappresentata per entrambi i territori (in particolare per la Costa Etrusca, meno gentrificata e con un’offerta culturale meno variegata rispetto all’area Pisano Livornese) dalla penuria di iniziative mirate alla delocalizzazione e destagionalizzazione. In tale ottica è prioritario
    permettere alle strutture ricettive presenti di attrezzarsi (attraverso finanziamenti mirati) a fronteggiare i mesi fuori stagione specializzandosi in accoglienza legata al cicloturismo (fondamentale il completamento della ciclovia tirrenica), agli sport nautici e all’enogastronomia. L’offerta di vendita di prodotti tipici locali e della
    ristorazione coinvolgendo le aziende del territorio ad alto valore aggiunto, che vada ad intercettare l’interesse e stimolare la curiosità del turista nazionale ed internazionale, appare un altro elemento da porre al centro della strategia turistica.
    Sul modello di quanto intrapreso da località adriatiche (es. Cervia) la regione dovrebbe favorire l’organizzazione di iniziative sportive che permettano di sfruttare gli arenili (ampi tratti di spiaggia tra San Vincenzo, Donoratico e Bibbona) e la programmazione di eventi di particolare interesse culturale e di intrattenimento, si veda come esempio il grande successo della mostra di Modigliani a Livorno.
    Per far si che il potere di attrazione aumenti, le scelte strategiche di territorio, in particolare per quanto riguarda l’area Costa degli Etruschi e Isole dell’arcipelago, devono definire il potenziamento delle infrastrutture utili a garantire:
  • la connessione digitale per ogni numero civico;
  • l’approvvigionamento idrico garantito ogni giorno e durante la massima presenza residenti/non residenti;
  • il riciclo acque reflue con depurazione quale garanzia di non inquinamenti delle acque marine e delle falde;
  • la raccolta differenziata dei rifiuti e gestione economica della corretta
    collocazione in discarica;
  • l’ammodernamento dell’arredo Urbano e della segnaletica.
    La questione mobilità ritorna prepotentemente perché il completamento della Tirrenica permetterà di aumentare la sicurezza nei trasporti (visto l’attuale pericolosità del percorso stradale sul Romito) e di riqualificare la magnifica costa livornese attraverso la trasformazione del tratto di Aurelia del Romito, Quercianella Chioma in ” strada parco ” dotata di piste ciclabili, con traffico controllato, bus navetta a servizio dei fruitori.
    È parimenti fondamentale far emergere la necessità di una corretta gestione pubblica del territorio, che possa indirizzare le componenti produttive economiche, culturali e del volontariato, con l’obbiettivo di affermare ed innovare il massimo dei valori identitari che caratterizzano lo sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione delle
    risorse ambientali, agroalimentari, vitivinicole, food, turistico ricettive, mare, costa, collina, borghi, cultura, sport musei e parchi ambientali archeologi.
    Riuscire a dare risposte ai vari soggetti che operano sul territorio, significa riuscire a far partire importanti investimenti di miglioramento delle numerose aziende presenti sul territorio, ma anche di creare un terreno fertile ed attrattivo per investitori esterni,
    generando così un processo virtuoso i cui benefici socioeconomici si trasferiranno sulla popolazione residente e contribuiranno ad aumentare la qualità dei servizi e l’offerta qualitativa turistica.
  • F. L’Ambiente e la gestione del ciclo dei rifiuti.
    Il piano regionale per la gestione dei rifiuti del 2014, anche in considerazione della logica della cosiddetta economia circolare, prevede che entro il 2030 si arrivi in Toscana ad una raccolta differenziata dell’80% al quale andrebbe aggiunto un ulteriore
    recupero del 5-6 % dovuto al trattamento di selezione (meccanico e biologico) sui rifiuti indifferenziati, il restante 15-20% dovrebbe essere inviato alla termovalorizzazione e/o in discarica.
    È prevista inoltre la realizzazione di sei impianti per la digestione anaerobica dei rifiuti organici con la produzione di biometano.
    Non è prevista la costruzione di nuovi termovalorizzatori ma semmai un revamping degli impianti esistenti. Si fa inoltre affidamento sulla realizzazione da parte di ENI di un gassificatore all’interno della raffineria, che dovrebbe essere in grado di produrre metanolo dalla gassificazione di RSU e Plasmix (Residui del recupero della plastica e
    plastiche di bassa qualità non riutilizzabili). Trattasi di un impianto sperimentale con forti dubbi sulla sua economicità di gestione che richiederebbe tempi di realizzazione molto lunghi. Stante quanto sopra risultano fondamentali per il territorio regionale e l’area Livornese i seguenti obiettivi:
  • Raggiungere entro la prossima legislatura la piena autosufficienza regionale per gli impianti di trattamento dei rifiuti sia per loro recupero che per lo smaltimento finale .
  • Potenziare gli impianti AAMPS situati nell’area di via dell’Artigianato sia con un revamping del termovalorizzatore per migliorare ulteriormente le sue emissioni già peraltro di buona qualità , che una maggiore sinergia con l’adiacente impianto di digestione dei fanghi di depurazione, che potrebbe essere potenziato ed attrezzato anche per la digestione anaerobica dei rifiuti organici della raccolta differenziata , con produzione di Biometano da inviare direttamente nella rete cittadina di distribuzione . Si potrebbe creare così un polo di eccellenza in grado di soddisfare le esigenze di un territorio che comprenda oltre alla città di Livorno parte della costa toscana.
  • Abbandonare le ipotesi di realizzazione di impianti di selezione meccanica sui rifiuti indifferenziati essendo il materiale raccolto senza un mercato e che rende l’operazione un inutile spreco di risorse;
  • Rivedere la politica di Rete-ambiente, che è la società regionale di gestione dei rifiuti pubblico- privata nella quale il comune di Livorno entrerà a far parte con i propri impianti.
  • G. Le opportunità dei finanziamenti pubblici: La pesante crisi economica impone la massima capitalizzazione delle opportunità scaturenti dall’utilizzo di finanziamenti regionali, nazionali e comunitari. Affinché questo accada appare necessario rafforzare
    le attività inerenti la comunicazione alle imprese sulle opportunità di finanziamento esistenti. La maggioranza delle imprese sono micro-piccole e hanno difficoltà a orientarsi nella “giungla” delle informazioni e nei tecnicismi dei bandi di finanziamento. Le attività di comunicazione e di informazione dovranno divenire più incisive in particolare nelle aree di crisi regionali quali l’area di crisi di Livorno.
    L’attivazione di uno sportello di supporto alle imprese, su base locale e territoriale in grado di tradurre il linguaggio tecnico dei bandi in informazioni più agevoli per le imprese anche attraverso l’organizzazione di giornate informative (open day) concernenti i bandi in essere e in prossimo arrivo e dunque favorire la partecipazione di tutti gli attori economici, appare un investimento necessario. La costituzione di un efficiente ufficio informativo, ovverosia popolato da professionalità formate e verificate, in auspicabile ipotesi in collaborazione con gli altri enti pubblici di
    riferimento (in primis la Camera di Commercio), costituirebbe dunque un vantaggio competitivo importante per la crescita economica del nostro territorio.
  • H. La conoscenza del mondo reale, attraverso il confrontarsi delle idee e delle iniziative dei cittadini, è lo strumento più penetrante che attiva il cambiamento e aggrega progettualità innovative. Il fondamento della rinascita civile delle nostre comunità si fonda necessariamente sulla responsabilità individuale. Ogni individuo, con le proprie capacità, bisogni, conoscenze, diritti e doveri, diventa cittadino solo quando è in grado di condividere le sue aspirazioni con quelle della collettività alla quale decide di appartenere. Farne parte non può essere sanzionato solamente da un dato amministrativo/anagrafico, ma deve essere comprovato dalla esplicita volontà di ognuno di contribuire al bene comune. Sarà quindi compito primario della Regione Toscana promuovere iniziative rivolte all’educazione permanente (formazione e informazione) di tutti i cittadini e in modo specifico contribuire alle condizioni didattiche giovanili per formare il capitale umano indispensabile nell’interesse
    collettivo per usare in modo razionale ed utile le risorse naturali, per valorizzare le diverse capacità di ciascuno, per lavorare nell’economia circolare, per curare il territorio, per garantirsi il futuro.
    Livorno 17 maggio 2020