La piattaforma bioenergetica a Livorno

Visto che ad oggi la gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana presenta un grave vuoto in termini di programmazione concreta, con risultati negativi sia a livello ambientale che economico, Azione ha deciso di organizzare un evento politico dal titolo “La gestione del ciclo dei Rifiuti in Toscana –  Una Piattaforma Bionergetica a Livorno” che si terrà sabato 18 febbraio tra le 9.30 e le 13.00 al Meeting Center Pancaldi, Viale Italia 56 a Livorno.

L’evento vedrà la partecipazione di illustri esperti tra i quali Chicco Testa Presidente di Assoambiente.


Il Segretario regionale toscano di Azione Marco Remaschi afferma: “sul tema della Gestione dei rifiuti il no ideologico ai termovalorizzatori e i ritardi nella realizzazione di possibili impianti sostitutivi stanno aggravando la già precaria situazione nella nostra regione. La pianificazione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana Monni, infatti, rischia di diminuire la capacità della nostra Regione di gestire in casa i propri rifiuti con effetti negativi anche sull’ambiente”.
Continua Remaschi: “In questo contesto il termovalorizzatore di Livorno svolge, nel rispetto della normativa ambientale, una funzione importantissima in ambito locale e regionale, trattando il rifiuto indifferenziato prodotto in loco e producendo energia i cui ricavi sono essenziali per impedire un aumento delle tariffe”.
Secondo Massimo Vitrani, segretario della provincia di Livorno di Azione, “Il termovalorizzatore non va chiuso, come vuole l’attuale amministrazione comunale, ma ammodernato. Da anni proponiamo la creazione al Picchianti di un polo efficiente e sostenibile dedicato alla gestione dei rifiuti che definiamo piattaforma bioenergetica composta dal termovalorizzatore e da un impianto che gestisca i fanghi reflui civili e la FORSU, già finanziato dal PNRR. Il termovalorizzatore fornirebbe gratuitamente all’impianto di digestione anaerobica calore ed energia elettrica con risparmi di gestione per circa 2 mil €/anno. La piattaforma inoltre, renderebbe l’ATO Costa indipendente sia nella gestione dell’indifferenziato che dell’organico e contribuirebbe a rafforzare il nostro tessuto industriale ed il numero di occupati”.


L’evento vuole aprire un dibattito costruttivo senza condizionamenti ideologici: è necessario effettuare un cambio culturale, passare dalla cultura delle chiacchiere alla cultura del fare, serve superare questa sindrome del ‘no’ a qualsiasi impianto che si traveste da motivazioni ambientaliste ma che è esattamente l’opposto.