Raffineria Eni. Il futuro passa dalla riconversione

Ha destato molto interesse l’annuncio del sindaco Salvetti di riconversione della raffineria Eni nella produzione di biodiesel grazie alle risorse del Recovery Plan e di bocciatura del progetto relativo al Gassificatore.

ENI aveva proposto di realizzare sia un impianto di trattamento e di valorizzazione per le materie plastiche da raccolta differenziata, non recuperabili (impropriamente definito Gassificatore) sia una nuova linea di produzione di carburanti da prodotti di origine vegetale e quindi non fossile (Bioraffineria).

Il progetto di Bioraffineria si basa su di una tecnologia innovativa già utilizzata da Eni a Gela ed a Porto Marghera in grado di produrre un combustibile derivato dagli oli e dai grassi di origine vegetale, che aggiunto al gasolio per autotrazione in una percentuale del 10 – 15% diminuirebbe considerevolmente l’impatto in CO2. La realizzazione dell’impianto garantirebbe occupazione e costituirebbe un volano per l’economia della zona essendo un investimento rilevante di circa 500 milioni di euro.

Il Gassificatore, impianto configurabile nelle tecniche dell’economia circolare, trasformerebbe i rifiuti in metanolo producendo anche CO2 e scorie. Il metanolo è utilizzato come materia prima per la produzione di antidetonanti da additivare alla benzina ma è anche utilizzato per la produzione di Biodiesel da oli vegetali. La potenzialità dell’impianto di 200.000 T/anno potrebbe, in una seconda fase, arrivare a 400.000 e dovrebbe occupare direttamente circa 60 unità oltre a generare un indotto notevole. L’investimento previsto è di circa 250 Milioni di euro. L’impianto è stato presentato solo a grandi linee dunque il relativo impatto ambientale non può allo stato attuale essere quantificato.

La città di Livorno sta vivendo una fase di progressivo declino industriale. Dunque, nell’accettare o respingere investimenti da centinaia di milioni di euro è d’obbligo una attenta riflessione basata su dati certi. In una ottica di tenuta occupazionale e salvaguardia ambientale Azione pone i seguenti quesiti: la sola bioraffineria sarà in grado di mantenere il livello occupazionale della raffineria? Il rifiuto dell’investimento del Gassificatore si basa su dati certi di impatto ambientale? La nostra ATO Toscana Costa avrebbe una propria autonomia a seguito dello spegnimento nel 2023 del termovalorizzatore del Picchianti?

Riteniamo che allo stato attuale, chi fa annunci, non possa dare risposte certe e questi quesiti, e dunque, il tutto desta preoccupazione.