Giunta Salvetti: manca la visione di città

di Massimo Vitrani (coordinatore Livorno in Azione) e Alfio Baldi (coordinatore Italia Viva Livorno)

Il recente scontro violento tra bande è un fatto eclatante e inedito per la nostra città. La rappresentazione di Livorno quale isola felice che sublima i problemi nelle feste, dipinta in questi anni ed in particolare da questa amministrazione, così concentrata sull’organizzazione di eventi ludici, ne esce fortemente ridimensionata.

Gli organi inquirenti faranno le indagini, che avranno il loro corso giudiziario. Alla politica e alla buona amministrazione cittadina, invece, compete presidiare assiduamente quella cabina di regia nella quale, cultura, welfare locale, sanità, urbanistica e sicurezza pubblica, stanno in un rapporto di reciproco rafforzamento. La Sicurezza, infatti, non si garantisce solo con l’ordine pubblico ma anche e soprattutto attraverso la creazione di coesione sociale ed economica.

L’attuale amministrazione ha la fortuna di poter contare su ingenti risorse economiche grazie a trasferimenti regionali e nazionali su progetti urbanistici e welfare. Tuttavia, abbiamo la convinta impressione che al sindaco Salvetti e alla sua giunta, nel perseguire l’idea di una disimpegnata e costosa soddisfazione ludica del presente attraverso luci e spettacoli, sia venuta meno la visione complessiva della città e con essa gli sforzi in aree di intervento fondamentali.  L’urbanistica è abbandonata a sé stessa, mentre le opere pubbliche – a partire proprio dal centro cittadino – slittano. Del Piano Strutturale se ne parla poco e in modo da non costruire un’effettiva consapevolezza in città. C’è un silenzio assoluto sulle aree produttive, mentre gli imprenditori aspettano indicazioni concrete e rapide. Manca il piano Attuativo per la Stazione Marittima, mentre si blatera di integrazione città/porto. La cultura è ridotta all’autoreferenzialità locale e alla spettacolarizzazione che non lascia traccia nel tessuto sociale. La sanità vede due punti critici che paiono non preoccupare troppo il primo cittadino. Parliamo del Nuovo Ospedale e della Casa della Salute. Sul primo si presentano ritardi, non più fisiologici ma strutturali, all’interno di un quadro di pericolosa incertezza che riguarda il valore delle aree che dovranno essere scambiate tra ASL e Comune; mentre non si capisce cosa dovrà essere il Nuovo Ospedale. A Livorno, unica città della Toscana, manca ancora la Casa della Salute.

Vorremmo dal Sindaco Salvetti due cose: una presenza assidua sui problemi concreti e non sulle questioni effimere e un visibile cambio di passo. Non lo chiediamo solo noi, lo chiede la città.