Richetti: interrogazione su Darsena Europa Livorno

Atto n. 4-05179

Pubblicato il 30 marzo 2021, nella seduta n. 308

RICHETTI – Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica. –

Premesso che:

il piano regolatore portuale del porto di Livorno, approvato nel marzo 2015 dalla Regione Toscana ai sensi dell’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e s.m.i., prevede la realizzazione di un’importante opera di grande infrastrutturazione, denominataDarsena Europa, con tempistiche poi aggiornate dal nuovo piano regolatore approvato il 3 ottobre 2017;

trattasi della porzione marittima di un progetto più ampio di nodo intermodale, denominato “Piattaforma Europa”, del quale fanno parte importanti interventi di ammodernamento su infrastrutture di collegamento del porto con le reti nazionali stradale e ferroviaria;

il progetto rappresenta un’opera di enorme rilevanza strategica anche a livello internazionale, essendo il porto inserito tra gli snodi principali del cosiddetto Core Network delle reti trans-europee di trasporto (TEN-T);

l’importanza dell’opera è riconosciuta anche dal fatto che la Regione Toscana ha già stanziato 200 milioni di euro per la sua realizzazione, dal suo inserimento nell’Accordo di programma per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese, firmato l’8 maggio 2015, che ha previsto lo stanziamento di 50 milioni di euro da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). Da ultimo, con decreto del Ministro delle infrastrutture 13 agosto 2020, n. 353, al progetto “Darsena Europa” è stato assegnato un finanziamento di ulteriori 200 milioni di euro a valere sul Fondo infrastrutture;

una porzione di mare adiacente l’attuale porto commerciale di Livorno, e destinata ad essere il bacino portuale della Darsena Europa, è attualmente Sito di interesse nazionale (SIN) ai fini delle attività di dragaggio dei fondali. In considerazione del fatto che il monitoraggio degli ultimi 20 anni ha dato risultati confortanti dal punto di vista ambientale, nel giugno 2020 l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (ASPMTS) ha richiesto all’allora Ministero dell’ambiente l’eliminazione del SIN, al fine di poter applicare alla movimentazione dei sedimenti durante l’esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’opera le più agevoli metodologie e procedure ammesse per gli ambiti non-SIN;

nel corso dell’istruttoria per la de-perimetrazione del SIN, è stato rilevato che negli ultimi due anni di monitoraggio si sono ottenuti valori di benzopirene di poco superiori ai livelli ammessi per l’esclusione dell’area dal SIN per soltanto una delle sei stazioni di rilevazione (con l’utilizzo dell’organismo rivelatore mytilus galloprovincialis);

poiché la zona in esame non è attualmente interessata da traffico marittimo, risulta verosimile che l’eventuale fonte di inquinamento sia esterna alle attività portuali, ipotesi peraltro avvalorata dalla circostanza che un campione inquinato è stato rinvenuto anche al di fuori del perimetro del SIN;

l’ASPMTS ha da poco avviato una nuova campagna di monitoraggio della durata di sette settimane al fine di fornire agli istituti di ricerca ausiliari del Ministero elementi aggiornati per decidere sulla richiesta di de-perimetrazione del SIN in sede di Conferenza dei servizi;

è infine utile puntualizzare la destinazione dei sedimenti da movimentare, cioè il riempimento di vasche di colmata per la realizzazione di infrastrutture portuali, e l’assenza di pregio ambientale del sito, attualmente avamporto e in futuro bacino portuale interessato da traffico marittimo, oltre alla mancanza di rischi sanitari per la catena alimentare, considerato che nel sito non è consentita la pesca, né lo sarà una volta convertito il bacino,

si chiede di sapere:

se la valutazione dell’analisi dei risultati del campionamento terrà conto dei dati in maniera pedissequa oppure se, considerata l’importanza strategica dell’opera, sarà tenuto conto degli elementi di contesto esposti in premessa;

se, nel caso in cui il dato dell’inquinamento sia confermato solo in una ristretta area, si lascerà alle procedure più rigorose solo quest’ultima, procedendo con celerità alla de-perimetrazione parziale del resto del SIN.