Rifiuti: basta paraocchi ideologici

Il Consiglio di Stato ha giudicato inammissibile l’appello presentato dal Comune volto a stoppare la partenza dei conferimenti nel primo lotto della discarica del Limoncino.

Per gli addetti ai lavori l’epilogo era già scritto, semplicemente perché il Comune è ricorso in appello senza avere i titoli per farlo.

Dispiace dover constatare la pressapochezza con cui l’assessora all’Ambiente Giovanna Cepparello ha supportato una istanza che ha avuto solo l’effetto di danneggiare l’immagine del Comune a spese dei contribuenti.

Il problema di fondo però non è la competenza amministrativa dell’Assessora, ma il suo ambientalismo ideologico che ha influenzato alcune scelte strategiche di questa amministrazione, con effetti negativi sul futuro industriale del nostro territorio.

Pensiamo alla decisione del Comune sulla chiusura termovalorizzatore prevista per ottobre 2023 senza che siano stati realizzati investimenti su tecnologie consolidate e alternative a quella attuale (leggi qui).

Pensiamo al veto posto dal Comune, sempre su chiara spinta dell’assessora all’Ambiente, al progetto  ENI di progressiva riconversione del sito industriale. L’azienda aveva proposto di realizzare sia un impianto di trattamento e di valorizzazione per le materie plastiche da raccolta differenziata non recuperabili (“gassificatore”) sia una nuova linea di produzione di carburanti da prodotti di origine vegetale (bioraffineria) [leggi qui]. Impianti, che stanno in un rapporto di produzione integrata. Il no del Comune al gassificatore quanto può aver  compromesso il possibile processo di riconversione?

È notizia di ieri che il governo convocherà il tavolo ministeriale con ENI ad inizio marzo. Il rischio è che se in questo consesso dovessero essere riproposte pregiudiziali o istanze ideologiche la strada verso il processo di riconversione industriale potrebbe chiudersi nuovamente e conseguentemente si creerebbero le basi per un’emergenza occupazionale.

È fondamentale che il Sindaco si faccia artefice di una visione che coniughi lavoro e ambiente senza cedere a quella visione miope e minoritaria  della sinistra ideologizzata che ha nell’assessora Cepparello vasta eco dentro l’amministrazione di Livorno. L’urgente e necessaria rivoluzione ambientale deve essere una straordinaria sfida per una nuova stagione di crescita non la scusa per imboccare la strada della “decrescita (in)felice”.

Massimo Vitrani – Maurizio Bettini